Gabriello Anselmi
sono un laureato autodidatta
Architetto e artista dalle molte anime, è autore di numerose iniziative che affrontano importanti temi della nostra contemporaneità.
Nasce a Verona nel 1949. Dopo un rocambolesco iter scolastico nel 1969, approda alla facoltà di Architettura di Venezia. A quel tempo l’ateneo è un laboratorio di idee gestito da importanti personalità della cultura. Si laurea nel 1974; la tesi partecipa alla XXX alla Biennale di Venezia.
Gli inizi della sua attività professionale lo vedranno impegnato in una ricerca in campo architettonico, del design, affiancate da alcune esposizioni artistiche a scala urbana.
Nel 1990 presenta la “Scultura Galleggiante”, inquietante ed enigmatico manufatto, definito dalla critica il “paleosommergibile”. L’opera supera la dimensione puramente estetica, in quanto la sua collocazione, nel tratto fluviale antistante il Teatro Romano di Verona, evoca l’ipotetico “Teatro dell’Acqua”. Grazie all’arte, un luogo anonimo e dimenticato può tornare a rivivere in una nuova dimensione la sua originaria identità.
Sempre per la sua città scelta come luogo privilegiato di sperimentazione nel 1993 presenta il progetto del “Ponte Vivente”. Sei proposte progettuali in cui il ponte, grazie a geniali idee, viene reinterpretato come spazio relazionale, luogo di incontro e vitale punto di contatto tra la città e il fiume. Libero da ogni riferimento stilistico, l’aspetto esteriore si fa interprete della morfologia e storia del luogo in continuità con il paesaggio urbano.
In quegli anni partecipa, insieme al compositore Osvaldo Topa, al “35° Festival dei due Mondi” di Spoleto presentando il percorso artistico – sonoro “Avvicinamenti”. Con lo stesso musicista progetta la “Scultura Sonora”, una lunga struttura musicale capace di interagire con il passaggio delle persone, emettendo suoni, rumori e trasformandosi progressivamente in un concerto.
Proseguendo la sua ricerca plastica, realizza la serie dei “Busti”. Attingendo ai più disparati linguaggi artistici della nostra contemporaneità, Anselmi propone delle immagini che sembrano provenire da un tempo lontano, portatrici di memoria e di una vaga idea di monumento: immagini-simbolo nella vertigine del nostro tempo.
Nel 1999 l’attenzione si concentra sul significato che l’arte può assumere nei processi di trasformazione della città contemporanea.
Nel centro storico individua un’area bombardata durante l’ultimo conflitto e successivamente compromessa da ricostruzioni incoerenti. In questo contesto emergono le condizioni affinché arte e architettura possano integrarsi in un linguaggio unitario, restituendo alla città i suoi significati più profondi.
Da questa esperienza nasce un ampio dibattito che mette in discussione, in modo critico, i modelli consolidati, le mode, il ruolo delle grandi firme.
2002 – In un contesto di particolare pregio storico e paesaggistico, quale Borghetto sul Mincio, l’ipotesi di costruzione di un viadotto diventa occasione per una controproposta progettuale: il “Ponte Concettuale”. In dialogo con alcune esperienze di Land Art, arte e struttura architettonica si fondono in un’unica immagine, nell’intento di restituire il respiro di quell’incantevole luogo. Attorno a questa idea promuove il convegno internazionale: “Il paesaggio e il suo mito”.
Nello stesso anno, presso il Lido di Venezia, partecipa al meeting internazionale Land–Foul Art con il progetto “Sculture da Spiaggia”. Strutture di forte intensità poetica evocano la spiaggia come fenomeno naturale e spazio ad uso stagionale, in cui al sovraffollamento estivo segue la restituzione integra del luogo alla propria condizione originaria.
Nel 2009 alla Sorte di Chievo (Vr) accanto al cippo che ricorda la morte di Umberto Boccioni crea “Simultanety & Action”, una complessa esibizione che coinvolge velivoli in volo, auto d’epoca, suoni e rumori amplificati, installazioni e alcune performance. A volte il territorio può trasformarsi in un teatro temporaneo capace di rivelare la sua vera essenza celata.
Al concetto di monumento statico e celebrativo Anselmi sostituisce quello di “Intrusioni Territoriali”: interventi effimeri e intensi, in grado di attivare lo spazio in una coinvolgente esperienza collettiva.
In quel periodo è il ritorno a un grande amore: il cinema. Stagione inaugurata con il cortometraggio “Angela”, poetico intreccio di immagine e musica incentrato sul tema della guerra e sulla nostra progressiva incapacità di percepire la realtà. Segue la ricostruzione filmica di un’invenzione futurista del padre Piero “Al cavallino – fonofotointervista - in un atto” vincitrice a Pesaro del premio “Oltre il Futurismo”.
Nel 2014 partecipa, con il musicista Stefano Gueresi a “Milano Expo” con “Aquarium” un’installazione plastico – sonora composta da 150 elementi scultorei. L’opera è stata itinerante per tutta la durata dell’Expo.
Negli anni successivi prosegue, con lo stesso slancio, in numerose iniziative, coinvolgendo spesso la città come protagonista delle contraddizioni che segnano il nostro incerto presente.
Attivo in numerose associazioni culturali, nel 2004 fonda con alcuni colleghi: 107 CentSept ARTE&TERRITORIO.
È autore di numerosi testi e pubblicazioni dedicati all’arte, all’architettura, alle trasformazioni urbane e al paesaggio.
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