Gianfranco Missiaja


IL DRAMMA DELL’ACQUA ALTA A VENEZIA

IL DRAMMA DELL’ACQUA ALTA A VENEZIA



E’ una struggente realtà quella manifestata nella Serenissima tra passato e futuro. Il messaggio si manifesta in un contesto architettonico in continuo dialogo, da secoli, con l’acqua, in stretto contatto delle isole con l’andirivieni delle correnti e delle alte e basse maree, rappresentato (disegno in basso a sinistra) nella ridente Venezia, del periodo di Jacopo De Barberi, del 1500.


        Purtroppo, un grave problema incombe su Venezia con l’alta marea. Il Mose oggi dovrebbe difendere Venezia dall’invasione delle acque alte ma si raffigura un amaro presagio: una scia rossa lasciata da un cacciabombardiere F35 (nel disegno in basso al centro) sull’antica città del 1500. Si contrappone l’interpretazione del Canal Grande (nella pittura all’estrema destra) in una allegra e vivace, coloratissima città nel suo andirivieni di case, ponti e canali. Su questa felice immagine incombe, purtroppo, l’ombra di una politica speculativa e della corruzione, lo spreco del denaro pubblico: viene oggi confermato dal Ministero italiano della Difesa l’acquisto di 90 cacciabombardieri F35 (nell’immagine in basso al centro) che superano il costo di 13 miliardi di euro, nonostante non si trovino i fondi per il risarcimento delle spese per le pensioni sancito dall Corte Costituzionale e il debito pubblico arrivi a sfiorare i 2200 miliardi di euro.


E’ una richiesta d’aiuto, che Venezia oggi invoca contro la corruzione che dilaga: vedi la scandalosa speculazione sul Mose, con i tristi fatti accaduti di inquisizione agli amministratori della città, e la nefasta politica propugnata. Anche la laguna sembra gemere nella ferita di questa tragedia, raffigurata rosso sangue, (dipinto centrale).


In questa tragica visione, tra architettura e natura, con l’acqua che, insieme alla città, sembra chiedere aiuto - dalla metafora dell’incendio - nell’aiuto appunto evocato dall’estintore (raffigurato tra le due planimetrie della città).