Loris Moscheni

Figlio di Alberto (1918/2003) poeta dialettale e uomo dai molteplici talenti, Loris Moscheni nasce a Chioggia il 21 novembre 1953 dove trascorre l’infanzia e frequenta la scuola dell’obbligo.

Nel 1968 si iscrive al liceo Artistico Statale di Venezia e nel 1972 si diploma con indirizzo in architettura.

Suoi docenti sono stati Armando Pizzinato, Luciano Gaspari, Toni Toniato, Gino Morandis, Bruno de Toffoli, Gian Campi, Ivan Beltrame, Ferruccio Bortoluzzi, Romano Perusini.

Alla facoltà di Architettura di Venezia (IUAV) entra nel 1972, conseguendone la laurea nel 1977.

Nel 1978 si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Architetti di Venezia, iniziando lo svolgimento della libera professione.

Si iscrive nel 1986 e nel 1988 alla Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

La produzione pittorica di Loris Moscheni inizia con il periodo degli studi, realizzando una miriade di lavori, più o meno complessi, dove utilizza varie tecniche pittoriche.

Parte di questa produzione degli esordi è stata esposta alla sua Mostra Antologica presso la Sala S. Filippo Neri a Chioggia, che raccoglieva alcune opere significative dal 1968 (15 anni di età) al 1986 (trentatré anni).

Verso la fine degli anni settanta Moscheni individua una precisa ricerca pittorica con la realizzazione di una serie di quadri in foglia d’oro, argento, acrilico e china, commissionatigli da un illuminato estimatore.

Tra questi quadri vi è la trasposizione pittorica del suo progetto della tesi di laurea.

Dopo varie sperimentazioni sia nell’ambito figurativo e astratto, la fusione tra progetto architettonico e pittura, diventerà il tema di tutti gli anni ottanta con un ciclo di 29 dipinti eseguiti ad olio e foglia d’oro completati nel 1985/1986, efficacemente presentati dall’architetto Paola Tiozzo Netti, dai quali emerge indubbiamente l’ispirazione architettonica.

L’attività pittorica di Moscheni non è continua, bensì intervallata da pause, anche lunghe, dovute ai  momenti di grande lavoro della sua professione di architetto.

Questi periodi di “non pittore” diventano però momenti di riflessione e studio per la predisposizione di nuove opere.

Infatti dopo la maturazione di circa otto anni, nel 1995 Moscheni espone il ciclo di 30 quadri al Museo di Sant’Apollonia a Venezia intensamente presentati da Enzo di Martino, dove venivano descritti, con il suo linguaggio “aureo” i moti dell’anima di un uomo che aveva attraversato le esperienze, negli anni ottanta, dell’imprenditoria, dell’incomprensione degli altri esseri umani, della riflessione sul senso della vita ed altri stati esistenziali.

Nel 1996 Moscheni aderisce all’Associazione Architetti Artisti di Venezia con l’allora Presidente arch. Alfeo Pauletta coadiuvato dall’arch. Vincenzo Cherubini e parteciperà a tutte le mostre promosse dal sodalizio presieduto in seguito dall’arch. Nicola Pezzetta e poi dall’arch. Lucia Lazzarotto.

Dal 2000 al 2005 diviene Consigliere dell’Ordine degli Architetti della provincia di Venezia attivandosi anche per la diffusione e l’informazione dell’Attività dell’A.A.A. “Ligne et Couleur”.

Il periodo dal 1996 al 2003, efficacemente illustrato nella grande esposizione antologica “50 opere verso i Cinquanta” tenutasi a Chioggia nella Sala San Filippo Neri, mostra il processo pittorico di Moscheni evolversi nella ricerca del colore puro e nelle nuove tecnologie digitali.

La fonte, il motivo ispiratore, parte, oltre che dal riferimento alle geometrie e tecniche passate, specialmente dalla predilezione del puro colorismo, che si rivela nelle serie dei nuovi quadri, denotando quasi un rifiuto del disegno, sino ad arrivare al sempre più intenso uso della macchina fotografica digitale e delle elaborazioni di digital-painting.

Concerti musicali, luoghi di viaggio, luoghi del vivere, ricordi del passato, in sintesi la vita, rappresentati con tecniche del futuro, sono i temi prediletti.

Nel 2005 riprende invece, all’Accademia di Belle Arti di Venezia, un ritorno alle origini, con un’intensa produzione di nudi, presso la Scuola Libera del Nudo condotta da Igor Lecich.

Moscheni vive e lavora prevalentemente a Chioggia.

Nudo 111 - acrilico su carta - cm 69 x 89

Nudo 2007 - acrilico su carta con pastelli olandesi

cm 49 x 69

Base Olanda - assemblato - cm 60 x 60

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Ho predisposto nel 2004 questa serie di opere dove Architettura, Computer e Autore, sono i protagonisti, in un tentativo di fusione, prendendo spunto dai miei viaggi di architettura.

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Germano 
Commissario
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Gianfranco 
Gentile
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Claudia
Cristaudo
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Fabrizia 
Iacci
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Francesco 
Boccanera
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Gabriello 
Anselmi
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Laura
Puglisi
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Lucia 
Lazzarotto
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Giulia 
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Gianfranco 
Missiaja
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David 
Romano 
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Margherita 
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